| Mi piace vedere le cose non per quello che sono, ma per quello che potrebbero essere. Ho avuto la fortuna di avere in Vittorio Storaro un maestro, che mi ha guidato nel percorso cinematografico. Soprattutto con lui, ma anche con altri maestri della cinematografia mondiale da Laszlo Kovacs a Lajos Koltai, da Ed Lachman a Alex Thompson per citarne alcuni, ho avuto modo di affrontare e scoprire vari modi di percepire e realizzare l'illuminazione e la composizione cinematografica, anche grazie ad una buona conoscenza delle lingue Inglese e Francese. Nel 1997 ho realizzato il primo lungometraggio in 35 mm . Da allora ho realizzato vari lungometraggi, campagne pubblicitarie, musical, opere liriche ed anche l'illuminazione di cartoni 3D. Mi piace mettermi alla prova. Cerco di mettere sempre il massimo dell'entusiasmo in quello che faccio, che è un valido alleato nei momenti di difficoltà. Credo di essere un direttore della fotografia eclettico, non mi piace affrontare un progetto con delle idee preconcette, uno stile predefinito. Ogni progetto ha una sua essenza, una sua particolarità, e quindi, un suo stile unico, che si delinea con il costante confronto con il regista, e con gli altri collaboratori al processo creativo. Sono i nostri occhi, la nostra sensibilità, che plasmano questo progetto, e ce lo fanno vedere non per quello che è, ma per quello che, alla fine, potrà essere. |